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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...
Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.
L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.
Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura
Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.
Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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Rinvenuto nel porto di Urla, in Turchia, un tronco di legno rivestito di metallo usato per l’attracco delle navi. Perduto nel VII secolo a.C.
Risale alla fine del VII secolo a.C. e può essere considerata l’ancora di legno più antica al mondo. A scoprirla sono stati i ricercatori del Leon Recanati Institute for Maritime Studies dell’Università di Haifa durante alcuni scavi nel porto della città turca di Urla, dove nel I millennio sorgeva l’antico sito di Liman Tepe, colonia dei Klazomenai.
L’ancora si trovava incastrata nel fondale a circa un metro e mezzo di profondità, probabilmente persa da una nave che proveniva o si dirigeva verso la colonia. Già nel 2000 il lavoro congiunto dei ricercatori dell’Università di Haifa e dell’Università di Ankara, aveva portato alla luce i resti di un antico porto utilizzato dai Klazomenai, rimasto sommerso, probabilmente, in seguito a un disastro naturale, forse un terremoto, risalente al VI secolo prima di Cristo ma di cui non si hanno testimonianze. E’ proprio a causa di questa calamità, dicono gli archeologi, che l’ancora sarebbe caduta in mare insieme ad altri oggetti che ne hanno permesso la datazione. Così come la fattura dell’attrezzo, realizzato con un pesante tronco di legno ricoperto da metallo, riconducibile con precisione alle civiltà dell’Egeo.
“Oltre ai danni causati al porto, il disastro naturale distrusse anche quella parte della città dei Klazomenai costruita lungo la costa, portando sul fondo del mare tutti gli oggetti”, ha spiegato Michal Artzy che ha guidato il team dei ricercatori. “Studiare questi resti, e gli altri rinvenuti, ci permetterà di sapere di più su questo periodo e forse di capire cosa ha causato la distruzione del porto”.
Fonte: http://www.galileonet.it/news/8499/unancora-di-2700-anni-fa
Data: 29.05.07

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